Diario di un viaggio: SEM incontra Farm Cultural Park

Peppe: Ci siamo, si parte!

A quattro giorni dall’inizio delle votazioni online per il bando cheFare2 decidiamo di partecipare all’incontro culturale “Cervelli” organizzato dagli amici di Farm Cultural Park a Favara.
Partenza ore 9:00 – Peppe, Federica1, Sasha e Federica2 – da Scicli a Favara ci sono tre ore di strada, ma saranno tre ore durante le quali alimenteremo il nostro entusiasmo parlando del prossimo evento di SEM previsto per maggio, dedicato all’arte contemporanea. Sasha in questi giorni è in fermento continuo e non fa altro che trasmetterci pensieri e idee; il nostro ruolo come gruppo è quello di canalizzare la sua forza emotiva e di concretizzarla per realizzare un progetto eco-sostenibile, in questo caso “eco” sta per  economicamente.
In una domenica di pioggia il Pandino quattro posti è al completo.
Peppe: Accendo il navigatore?
Sasha: Non è necessario, conosco perfettamente la strada, percorriamo la litoranea.
Federica1: Perfetto, così ci fermiamo a Playa Grande da Angelo per fare gpl, la domenica è aperto.
Arrivati in prossimità del distributore, scorgiamo Angelo. In pochi minuti riforniamo la nostra auto.
Sasha: Minchia, quant’é economico il gpl!
Angelo: Ragazzi vi posso offrire un caffè?
Durante la breve sosta raccontiamo ad Angelo del progetto SEM e del bando, lui sorride entusiasta: «Conosco quelli di DoppioZero, sono forti , mi hanno pubblicato qualche articolo sul loro sito.» Rimaniamo stupiti.

Peppe: Penso tra me e me «quando me lo dovevi dire?», gli avevo già accennato del concorso, ma non mi aveva detto nulla in merito ai suoi articoli.

Salutato l’amico Angelo ci rimettiamo in marcia, la strada è lunga – gli Zen Circus come colonna sonora. Imbocchiamo la litoranea, toccheremo Santa Croce, Scoglitti, Gela, Licata e guarderemo da lontano l’antica Agrigento.
Nel corso del viaggio dibattiamo sull’articolo scritto da un giornale locale, nel quale si parla dei protagonisti di tre iniziative culturali del 2013, definiti “Il nostro futuro”. Come si può immaginare tale articolo ha dato vita alle più disparate considerazioni e commenti. Anche noi confrontiamo le nostre opinioni, e discutiamo del valore che la stampa dovrebbe avere. Attraversando la Sicilia riconosciamo le tracce dell’ultima tromba d’aria, tra le pecore che ci rallegrano e rallentano, tra i lavoratori delle serre che si spostano a piedi, sotto la pioggia.
Diario di viaggio-SEM_scicli
Peppe: Conosciamo Farm Cultural Park da un po’. Io e Federica1 li abbiamo rincontrati a Vittoria per una conferenza sul verde, poi in estate abbiamo visitato i Sette Cortili a Favara, una traccia di vita nel centro di una città che sembra disabitata e infine a Modica in occasione di un workshop presso Borgo degli Artisti.
Quello che stanno realizzando Andrea e Florinda gli ideatori del Farm Cultural Park è una “rivoluzione culturale”. Sasha ha già lavorato con loro e non vede l’ora di coinvolgerli nel prossimo evento SEM. Entriamo nel nisseno, accolti dal sole e dalle edilizie abitative caratteristiche della zona in cui “la comunicazione fra gli spazi é soggetta a ripensamenti” (Cit. Abbitatstail). D’improvviso, sulla destra, il cartello per Favara.
 Saliamo su per la collina, “inizio tratto ammodernato”.
Alle 12:00 entriamo al Cortile Bentivegna. L’incontro “Cervelli” era previsto per quell’ora, ma la pioggia ha fatto slittare i lavori. Ci imbattiamo in Florinda, Antonio, Rosario e Carmelo. Antonio ci accompagna da Andrea intento a mostrare agli invitati i nuovi residence e i nuovi posti su cui andranno ad agire.
Federica1 – Ci uniamo alla breve visita di Favara, le residenze per gli artisti, edifici in stato di abbandono, impalcature, detriti. Non deve essere facile vivere qui, captiamo tutta la meraviglia dei ragazzi del Farm quando gli diciamo da dove veniamo, da quella che “è forse la più bella di tutte le città del mondo” citando Elio Vittorini.
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Abbiamo però tante cose in comune, in fondo la Sicilia è una grande regione, luoghi e paesaggi diversissimi tra di loro, ma accomunati da tante mancanze, come i servizi, le ferrovie, le strade malandate. Abbiamo in comune gli stessi problemi di comunicazione, per molti in Sicilia il computer è un optional e la connessione veloce a volte non ti permette di vedere neanche un video su YouTube. Ci accomuna la voglia di cambiare e migliorare il mondo in cui viviamo, la necessità di creare collaborazioni. Ed è per questo che i nostri percorsi si sono uniti tante volte nel corso degli ultimi anni.  Tornati ai Sette Cortili, la voce di Andrea: pranziamo e iniziamo. Siamo sempre in Sicilia, basta un raggio di sole ad asciugare tutto, si pranza all’aperto!
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Durante il pranzo Carmelo ci presenta i ragazzi di Rudere e ne approfittiamo per scambiare un po’ di idee e di opinioni, parlando di arte, burocrazia, sicurezza degli eventi, strategie di marketing e quant’altro. Il caffè lo prendiamo insieme ai ragazzi di DettoFatto e ci accorgiamo di come i nostri percorsi siano simili. Chiacchierando ci sembra di conoscerci da una vita.
Inizia finalmente l’incontro con i “Cervelli”. Andrea Bartoli presenta gli invitati. Anna di Esterni, una realtà che fa base a Milano, racconta l’esperienza del suo gruppo nella progettazione e creazione di spazi pubblici. Anche loro, come noi, cercano di ritrovare nei luoghi periferici abbandonati all’incuria, nuove espressioni, nuove potenzialità. Di Timbuktu Magazine non ne avevo proprio mai sentito parlare, mea culpa, non ho molto a che fare con i bambini: due ragazze che, partendo da un’idea, hanno creato il primo magazine per bambini per iPad. Tanta idee, tanta voglia di fare, una forte spinta emotiva specialmente per le donne.
Roberto Covolo, il rappresentante di ExFadda, realtà vitale per chi vive a San Vito dei Normanni, è l’anello di congiunzione tra tutti gli ospiti della giornata. Il suo intervento apre un altro mondo: quello in cui le amministrazioni collaborano, sono presenti e diventano parte attiva nella vita della città.
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Dopo tante giovani esperienze, una personalità importante conclude gli interventi: Gilda Farrell, Capo Dipartimento della Commissione Europea per la ricerca sociale. Già dalle prime parole riesce a catturare l’attenzione di tutti: «Convertire spazi, riattivare risorse abbandonate è un atto di cittadinanza…I giovani d’oggi dimostrano che possiamo creare un immenso bene comune, senza escludere nessuno, questa è democrazia contributiva».

Continua: «Quella che state promuovendo oggi e che state attuando nei vostri progetti è una vera rivoluzione, una RIVOLUZIONE DOLCE, che porta avanti i valori della bellezza, promuovendo l’arte e la cultura».

Il sole del pomeriggio è scivolato dietro la collina, ci accorgiamo che si è fatto tardi, dobbiamo ancora percorrere 150 km di curve e strade dissestate.

Salutiamo tutti ringraziandoli per la splendida giornata, per le emozioni e il confronto culturale.

La strada verso casa appare più leggera, le parole in macchina sono positive e concrete.

Le distanze si riducono quando sappiamo di voler raggiungere tutti lo stesso obiettivo.

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